Le soft skills del manager e dell’imprenditore del futuro!

Il futuro delle professioni è rock, ma non per tutti!

E’ questo quello che è emerso oggi, durante il I Convegno nazionale “Le professioni del futuro” organizzato da In Tribe, presso la Confcommercio di Milano, dove ho tenuto uno speech sull’importanza sempre crescente delle soft skills negli imprenditori e nei manager di oggi.

Si è discusso a lungo di professioni future e dei termini  che stanno oramai diventando sempre più frequenti nel linguaggio attuale, ma soprattutto di competenze, sia quelle ricercate nei collaboratori, che in quelle degli imprenditori.

Le competenze, come dice la parola stessa “Cum+Petere” sono quelle abilità che ci permettono di scendere in campo e vincere le sfide del mercato attuale, che ci aiutano in pratica  a fatturare di più.

Risultati immagini per trolleySono un patrimonio, un bagaglio, ed è per questo che le rappresento con una valigia, all’interno della quale c’è tutto il valore, che ovunque andiamo ci portiamo dietro.

Allora mi son chiesto, ma perché se stiamo andando verso la robotica, verso un mondo dove l, si pensa che le macchine a breve sostituiranno l’uomo, perché parlare di competenze?

Mi son chiesto anche quali competenze avere allora oggi, ma soprattutto domani?

Beh, sicuramente le competenze tecniche,  le famose hard skills, che io definisco le company’s skills, riguardano la macchina aziendale: sono importanti, ma non sono tutto.

Quando parlo di macchina parlo anche di uomini macchina!

Si, perchè provate  a trasmettere ad una macchina l’empatia, la leadership, il teamwork, la capacità di problem solving,

Tutte queste competenze riguardano l’uomo, il suo abito interiore. Per questo preferisco definirle più che soft skills, competenze emozionali, perchè di soft hanno ben poco.

Ci sono numerosi studi che testimoniano la loro rilevanza attuale.

Ad esempio, secondo uno studio di Unioncamere, nei profili ricercati dalle aziende, le soft skills ricoprono un’importanza del 64% , ben il 30% in più delle hard skills, perché esse ci aiutano ad analizzare, a decidere, ma soprattutto ad agire.

 

Ne ha discusso a lungo anche Daniel Goleman, che nel suo famoso libro “Intelligenza emotiva” distingue tra quoziente intellettivo e quoziente emotivo.

Ai fini del successo aziendale, fatto 100, il quoziente intellettivo è importante solo per il 25%, mentre il restante 75% è rappresentato dal quoziente emotivo, il MOTORE della macchina, il motore dell’azienda.


Tra le soft skills più richieste dalle aziende, abbiamo:

  • il lavoro di gruppo;
  • la resistenza allo stress;
  • il problem solving;
  • l’empatia;
  • l’autonomia;
  • la persuasione

 

Le nostre qualità trasversali, cognitive, manageriali, relazionali,  che influenzano il modo in cui facciamo fronte all’ ambiente lavorativo, ce le insegna, pertanto, l’esperienza.

Per la loro imprescindibilità, più che definirle soft skills, io le ho definite iron skills, skills di ferro, quelle che ci fanno da scudo e che ci aiutano a scendere in campo e a fatturare di più.

Andiamo ad analizzarne, in particolar modo tre.

La prima è l’ETICA e voglio rappresentarla con la Bibbia, non per parlare di religione, ma semplicemente perchè in essa ci sono i principi dell’etica, intesa non solo come la base della capacità di influenzare gli altri, ma soprattutto la base della motivazione e della credibilità, che ci aiuta a provare un sincero interesse verso l’altro.

La seconda è la CREATIVITà e voglio rappresentarla con  una lampadina! La creatività è quella capacità di prevedere le cose, di innovarle, di re-inventarle e rappresenta il fuoco che alimenta ogni successo aziendale. Analizzando la parola creatività, al suo interno ho notato che sono inclusi altri 3 concetti (creare, ATTIVITà e VITA).

 

La terza è la FLESSIBILITà e vogliorappresentarla con questa molla. La flessibilità é la capacità di essere malleabili di fronte ai cambiamenti, vi dirò di più, di volerli, di cercarli i cambiamenti, di crearli NON di aspettarli, perché la vera forza di un business sta nella capacità di cambiare NON solo quando è necessario, perché a mio avviso, a quel punto è troppo tardi, I cambiamenti vanno attuati prima, il proprio business va innovato continuamente per resistere, ma soprattutto dominare il mercato.

 

Io ho definito le soft skills come le curve del business, ma in realtà non perché siano qualcosa di morbido, quanto piuttosto qualcosa che modella il nostro successo aziendale e quindi il nostro fatturato. Più che soft sono iron skills, skills di ferro!

Essere imprenditori oggi, significa anche saper scegliere le risorse umane e i soci, con quella stessa etica, creatività e flessibilità che ci siamo detti poc’anzi.

I colleghi che mi hanno preceduto, hanno parlato di professioni future, di quali sono quindi i settori che ci vedranno protagonisti in futuro: il digitale, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’internet delle cose, la sharing economy.

Io voglio invece ricordarvi che qualunque professione svolgiate o ricerchiate nei vostri collaboratori oggi e in futuro, non potrete fare a meno delle soft skills, ma è solo con la pratica che esse si sviluppano e si allenano.

Pensate per un attimo a quando avete imparato a guidare l’auto, non avevate certo un istruttore e-learning, bensì lo avevate accanto. La patente non vi è stata consegnata dopo l’esame di teoria, ma dopo quello di pratica. Ecco perchè é solo con l’azione, i risultati che esse si potenziano.

Ma c’è anche un altro modo per farlo:frequentando chi già le ha, frequentando quelle persone che sono capaci di ispirarci, di coinvolgerci, quelle persone che vorremmo essere e anche quelle persone che temiamo perché stanno fatturando più di noi, in poche parole frequentando i GRANDI:

clicca qui e guarda il video che ho preparato per te!

 

 

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